Allora… immagina l’Antico Egitto. Piramidi, scarabei, geroglifici — e qualcuno che ride come uno scemo perché il sacerdote ha appena raccontato una barzelletta su Anubi. Già, non ci crederai, ma nell’antichità la risata era roba seria. Tipo magia. Oggi ci ridiamo sopra, ma un tempo ridere significava evocare poteri, scacciare demoni e, in certi casi, sopravvivere alla noia di un rituale durato sei ore.
La risata divina: gli dèi avevano il senso dell’umorismo
Secondo i Greci, gli dèi ridevano. Non solo: ridevano forte. Tipo Zeus, ubriaco a un banchetto, che sghignazza mentre Dioniso inciampa nella toga. Ma il top lo raggiunge Demetra: completamente devastata perché hanno rapito sua figlia, poi arriva Baubo — una specie di nonna volgare, chiamata infatti anche dea dell’oscenità — le fa una battutaccia… e Demetra scoppia a ridere. E in quel momento: BAM! Ritorna la primavera.
Quindi sì: il primo miracolo comico documentato.
Ridere per scacciare gli spiriti
Sai quando ti viene da ridere in chiesa e poi non riesci più a smettere? Nell’antico Egitto, quella roba lì era prescritta. C’era un tizio che faceva facce strane e battute demenziali per tenere lontani gli spiriti. Immagina un esorcismo fatto da Mr. Bean. Ed era rispettato, eh! Non era uno qualunque: era il “buffone rituale”. Una specie di sacerdote del nonsense.

Il clown sacro: il primo comico stand-up
In molte culture, c’era il “clown sacro”. Un tizio che faceva lo scemo apposta. Ma attenzione: era il solo autorizzato a dire cose fuori luogo, criticare il capo tribù, e probabilmente rubare il dessert. Perché? Perché dietro quella risata c’era la verità. Scomoda, ma detta ridendo — quindi accettabile. È come oggi quando dici a un amico “sei un idiota” e lo dici ridendo. Lui ride. Ma lo sai che è vero.
Teatro comico: Aristofane era il Ricky Gervais dei greci
Aristofane, tragedia a parte, sapeva che la gente aveva bisogno di ridere. E non con finezza, eh: battute sporche, presa in giro dei politici, doppi sensi. Il teatro comico era una specie di Twitter dell’epoca, ma con tuniche. E il bello? La gente ci andava per purificarsi. Catarsi. A suon di pernacchie.
Incantesimi che fanno ridere (sul serio)
In certi testi magici del tardo Egitto troviamo formule tipo:
Bakakazoom zoo plonquebé!
Nessuno sapeva cosa significasse, ma funzionava. Cioè, a volte. Si pensava che l’assurdo confondesse gli spiriti. Tipo quando ti arriva una mail di spam e il titolo è “ZORAK PLIM X95”. Tu ridi. Poi lo cancelli.
La vera magia è sapere ridere
Quindi sì, ridere era considerato una forma di magia. Di guarigione. Di sopravvivenza. Di ribellione. Pure gli dèi ridevano. Tu pure puoi. Magari oggi. Magari di te stesso. Perché se un sacerdote egizio poteva ridere con gli amici davanti a una parete di geroglifici, tu puoi farlo davanti allo specchio. E no, non serve il bastone sacro: basta il coraggio di dire… “Ma guarda che idiota sono stato.” E riderci sopra.


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